| TERREMOTO Maroni: "Per l'Abruzzo serviranno 12 miliardi" - photogallery |
| Monday 06 April 2009 | |
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Servono almeno 12 miliardi di euro per ricostruire L'Aquila e i paesi colpiti dal terremoto del 6 aprile scorso. A dare le cifre è il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intervenuto alla trasmissione di Giovanni Floris, Ballarò. E davanti alla possibilità, avanzata oggi dal procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, che le mafie si accaparrino i fondi per la ricostruzione, il titolare del Viminale ha assicurato l'istituzione di una "struttura di controllo specifica". Nella ricostruzione, secondo Maroni, "Non dobbiamo ripetere la pessima esperienza dell'Irpinia. Dobbiamo procedere a una rilevazione accurata e dettagliata dei danni con strumenti che all'epoca dell'Irpinia non c'erano". Su questo, ha aggiunto, "dovrà necessariamente esserci un confronto con l'opposizione e con chi vive sul campo questo dramma, primi su tutti gli sfollati, ma anche il sindaco dell'Aquila e i presidenti di provincia e Regione".Nella giornata di oggi, intanto, altre violente scosse di terremoto hanno fatto tremare l'hinterland aquilano. Mentre i primi controlli dei tecnici del comune hanno decretato l'inagibilità di almeno il 47% degli edifici dell'Aquila. Il capoluogo abruzzese ormai è una vera e propria ghost town. Da Santa Maria di Collemaggio a Porta Napoli, un'unica crepa attraversa in diversi punti il terreno e ha sbriciolato il tetto della basilica, le balaustre in marmo della passeggiata panoramica e i contrafforti di Porta Napoli. Le automobili, le poche autorizzate a passare, devono fare una lenta gimcana tra le macerie. Poco distante dall'arco medioevale, sulla destra, una mansarda è collassata: "E' stata controllata - hanno assicurato i Vigili del Fuoco - non c'era nessuno". Fino a pochi giorni fa però si scavava poco distante, in via D'Annunzio: una palazzina è rimasta in piedi mentre di quella accanto - quattro piani - è rimasto solo il tetto ed un cumulo di macerie. Nel garage, forse, un segno di vita. A dare l'allarme era stato un soccorritore della Protezione Civile che stava effettuando l'ultimo controllo con il Life Research, una sonda in grado di percepire anche un respiro flebile. Da quel momento sono convogliati sul posto ambulanze, speleologi e Vigili del Fuoco ma le ricerche, proseguite finoal primo pomeriggio di ieri, non hanno dato esito. Il premier Silvio Berlusconi, intanto, promette che tornerà ancora tra gli sfollati dell'Aquila (ha anche annunciato che riunirà il prossimo Consiglio dei ministri del 24 aprile nel capoluogo abruzzese) e durante i funerali di Stato ha assicurato: "Nessuno sarà lasciato solo". Dal sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente, è poi venuta una promessa: "A breve inizieremo la fase due dei soccorsi: rendere più vivibili i campi e dare il via ai controlli delle strutture ancora agibili. Parallelamente - ha proseguito il sindaco, intervenuto in via D'Annunzio - bisognerà andare a cercare le carte per capire chi non ha costruito a norma. E' assurdo - ha concluso - che una palazzina sia crollata e quella accanto no. Il terremoto è stato lo stesso per tutti". E ha fatto segnare oltre mille scosse dal 6 aprile - giorno del primo forte sisma - ad oggi. Per aiutare l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a valutare il terremoto, infine, è possibile compilare il questionario Hai sentito il terremoto: http://www.haisentitoilterremoto.it/ Emilio Fabio Torsello Photogallery
(Ingresso di un campo allestito dai Carabinieri)
(Le antiche mura della città dopo il terremoto)
(Soccorsi in via D'Annunzio. L'Aquila)
(Particolare di un edificio crollato. L'Aquila)
(Soccorsi in via D'Annunzio, L'Aquila)
(Un ingengere a lavoro nella basilica di Collemaggio, crollata in parte a seguito del terremoto)
(Danni provocati dal terremoto. L'Aquila)
(Agenti della Guardia di Finanza intervengono su un sospetto caso di sciacallaggio)
(Vagone letto messo a disposizione da Trenitalia per gli sfollati)
(Una faglia nel terreno, poco distante da Porta Napoli) Fotografie di E. F. Torsello |