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Una forte leadership non deve sfociare in "cesarismo". Allo
stesso modo si deve aprire una discussione ampia all'interno del Pdl perché
anche qui la struttura non sia autoritaria. Lo ha dichiarato Gianfranco Fini
intervenendo alla presentazione del libro di Pino Pisicchio "Tra declino e
cambiamento. Aspetti del partito politico italiano", a Montecitorio.
«Oggi, in una società liquida e post-ideologica, il modello
di partito non può più essere una sorta di chiesa ideologicamente strutturata -
ha dichiarato ancora il presidente della Camera -. Un partito leggero, più di un
cartello elettorale è in maggiore sintonia con la società. Il partito ci deve
essere, e deve porsi il problema di selezionare la classe dirigente e di
guidare l'opinione pubblica. Senza questo filtro la leadership può manifestarsi
in maniera "cesaristica"».
Quello di Fini è un messaggio trasversale a Silvio
Berlusconi. Il presidente della Camera vuole porre chiari paletti alla nascita
del Pdl, nonostante il rapido scioglimento di Forza Italia e la candidatura
unica del Cavaliere alla leadership del nuovo soggetto politico. «Per non
sfociare nel "cesarismo" serve che la vita dei partiti si svolga con un metodo
democratico. Ecco perché sia nel Pd che nel Pdl la discussione su come questi
partiti si strutturano è fondamentale. È vero che non c'è democrazia senza i
partiti, ma anche i partiti al loro interno devono essere democratici, è per
questo che è fondamentale che questi nuovi soggetti discutano di se stessi.
«Giulio Cesare non fu un personaggio negativo. Nel Pdl ci
sono varie culture. Io vengo da un'esperienza socialista e laica. C'è chi proviene
da un'esperienza cattolica, chi da una esperienza liberale. Occorre un momento
di sintesi. Questo momento di sintesi è rappresentato da Silvio Berlusconi».
Così risponde Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.,
al presidente della Camera. «Berlusconi - prosegue Bonaiuti - è poi una persona
ragionevole, che si apre totalmente alla discussione. È concavo o convesso a
seconda delle esigenze». Polemiche, quindi, tra Forza Italia e Alleanza
Nazionale, la quale rischia di giocare un ruolo marginale nella formazione del
Pdl. Ignazio La Russa
prova, però a ricucire lo strappo che potrà provocare futuri contrasti. «Conosco
bene Fini, e quando parla non usa giri di parole, quello che ha riferito era in
senso politologico, in assoluto - ha risposto il ministro della Difesa alle
domande dei giornalisti -. Anche se non gli ho parlato, quando Fini ha da
muovere obiezioni, non e' certo il tipo che le manda a dire».
Paolo Ribichini
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