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Una grande croce celtica e vari disegni osceni tracciati con vernice spray sull'auto dell'inviato del Tg3, Santo Della Volpe. Ecco servito, a Roma, l'ultimo episodio di intimidazione neo fascista ai danni di giornalisti Rai. Il grave episodio arriva dopo che, appena qualche giorno fa, un gruppo di neofascisti aveva assaltato la redazione romana di "Chi l'ha visto?".
L'auto era parcheggiata sotto l'abitazione del giornalista nel quartiere Vescovio. Sulla natura neofascista dell'intimidazione non ci sono dubbi: i teppisti hanno firmato la loro deprecabile azione con la sigla T.S., che indica gruppi di estrema destra del quartiere Trieste - Salario.
«Io non sfido nessuno ma nessuno creda di far cambiare di una virgola il mio lavoro», dice l'inviato del Tg3, che è anche dirigente dell'associazione Articolo 21 e vicepresidente di Libera Informazione.
Al giornalista è arrivata la solidarietà dell'Unione Nazionale Cronisti Italiani e della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Il presidente dell'Unci, Guido Columba ha chiesto al ministro dell'Interno, Roberto Maroni e al capo della polizia, Antonio Manganelli, di «intervenire subito per porre fine a questa attività neo fascista, individuando i colpevoli e consentendo così alla magistratura di punirli».
La Fnsi, oltre all'intimidazione di Della Volpe, ricorda anche l'assalto alla redazione di "Chi l'ha visto?" e lo striscione di Forza Nuova contro il direttore di Repubblica, Ezio Mauro. Per il sindacato si tratta di «tre episodi che fanno ben più di una prova: la prova di un clima nel quale si respira una aggressività crescente nei confronti dell'informazione, da parte di gruppi violenti che evidentemente percepiscono di poter agire senza troppi rischi in modo sempre più scoperto».
Gianluca Galotta
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