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La vicenda che ha visto coinvolti due deputati del Pdl, l'onorevole Paolo Guzzanti e il ministro alle Pari Opportunità, Mara Carfagna, pare sia stata frutto di una serie di fraintendimenti sul contenuto degli articoli e i post che Guzzanti ha pubblicato sul suo blog.Dopo accuse e insulti l'onorevole Guzzanti ha specificato «Mara Carfagna non è il mio obiettivo le mando idealmente una rosa bianca in segno di pace». E il ministro ha accettato le scuse: «Una rosa bianca in segno di pace è sempre bene accetta, ritengo che questa vicenda debba considerarsi chiusa».
E di allusioni fatte sul blog, Rivoluzione Italiana, ce ne sono tante che riguardano i politici. Apostrofata «calendarista alle Pari Opportunità », poco adatta al ruolo di ministro, e mettendo in discussione le doti politiche della giovanissima Mara Carfagna, Guzzanti non ha fatto altro che accendere gli animi di una folla di contestatori, tanto che gli iscritti al suo blog sono balzati a 3.500, e centomila visite al giorno. «L'esplosione del blog Rivoluzione Italiana - come spiega lo stesso onorevole - è avvenuta in funzione del thread del 2 novembre, in cui cercavo di sganciare la personalizzazione su Mara Carfagna dal tema generale dell'etica politica, della scelta del personale, della meritocrazia nel governo».
L'onorevole ha spiegato che con il ministro c'erano già delle tensioni legate alla performance comica in piazza Navona dell'attrice Sabina Guzzanti, figlia del deputato, rivalse inopportune che l'hanno trascinato in una storia in cui lui non entrava. Fino ad arrivare alla minaccia di querela per diffamazione nei confronti del deputato del Pdl. Ma dopo l'annuncio dell'intenzione del ministro di sporgere querela, Guzzanti, dalle pagine del suo blog, aveva fatto sapere di «non avere nessuna vocazione alla lite personalizzata con Mara Carfagna» e «di non avere alcuna intenzione di alimentarla», concludendo con l'offerta di un fiore simbolico. Insomma tutto è bene quel che finisce bene.
Filomena La Torre
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