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THE END, ULTIMISSIME. Sbatti sempre in prima pagina i mille problemi di Roma PDF Stampa E-mail
Thursday 21 January 2010

La metamorfosi di Roma sempre più divisa tra l’ossessione della nuova amministrazione per decoro e sicurezza e la tendenza a mostrare alcuni dei suoi volti peggiori, dalle aggressioni alla comunità omosessuale alla violenza della movida romana o al degrado provocato dalla speculazione edilizia.. Quella delle notti di Campo de’Fiori e Ostiense finite diverse volte tra i coltelli. Quella della paura e delle intolleranze verso gli stranieri.  “Catrame e cemento”, “La città proibita”,  "Ma che razza di Natale", "Immobili", "Lucciole per lanterne", "Moto perpetua".

E poi ancora "Onda su Onda", "Buchetta e Romeo", sono molte le copertine – pensate e disegnate in questi due anni sempre dalla redazione – che il Periscopio ha dedicato alla Capitale raccontando aspetti come la corsa al cemento con la scomparsa di 15 mila ettari di campagna nelle periferie romane, mangiate da fame edilizia e dal crescente abusivismo.
Ma non solo Roma: le prime pagine del Periscopio hanno anche cercato di raccontare l’Italia dei cambiamenti, nelle strade e nei Palazzi. Per la copertina del numero di Natale abbiamo pensato a “Black Christmas” per raccontare un Paese incupito, spaventato, ripiegato su se stesso. Quello delle discriminazioni verso i migranti firmate Lega, del Natale votato all’intolleranza, alla cacciata dello “straniero”, al richiamo a un’ortodossia italica dai contorni confusi e inquietanti.
E poi, come un filo rosso, in questi due anni abbiamo cercato di seguire sempre i cambiamenti del mondo dell’informazione, visto sia da lettori che da giovani lavoratori. Certo abbiamo raccontato le ultime novità editoriali, ma soprattutto abbiamo voluto mettere al centro il lavoro. Le garanzie, i diritti, le sfide, il precariato di chi fa, o cerca di fare, questo mestiere. E quindi anche la libertà d’informazione. “Armi e bavagli”, abbiamo titolato: sentendoci un po’ parte di un mestiere in cui bisogna scegliere tra mollare tutto o tacere di fronte al potere. Mese dopo mese, le copertine del Periscopio hanno raccontato il mondo come noi lo abbiamo visto, in trasformazione, accompagnandoci verso il traguardo di un mestiere sempre più complesso e intricato. Quelle prime pagine ce le portiamo dentro, insieme alle liti e alle discussioni interminabili che le hanno accompagnate: soprattutto, ci sono piaciute, perché alla fine, in quei titoli, ci credevamo davvero. Anche nel caso di “Buchetta e Romeo” e “Una Beauburg a Trastevere”: ma certo nel caso di “Onda su onda”, “A stecchetto”, “Pope Stop”. Titoli anche da ridere, ma con il retrogusto di verità. Ce le ricorderemo con il sorriso. 

Tiziana Guerrisi
Sirio Valent

 
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