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Haiti: caos soccorsi. Alla ricerca degli italiani mentre si scava ancora tra le macerie PDF Stampa E-mail
Monday 18 January 2010

Sonolmeno settantamila i corpi seppelliti dopo il terremoto che ha sconvolto Haiti. Ma a sette giorni dal sisma ci sono ancora persone vive sotto le macerie: due sopravvissuti sono stati estratti vivi dalle rovine del supermercato di Port-au-Prince dove è disperso anche un cittadino italiano. Nelle fosse comuni sono stati sotterrati 70mila cadaveri,

 

Ma il segretario di stato all'istruzione Carol Joseph sostiene che, secondo una stima fornita dagli esperti americani ,le vittime in totale potrebbero essere 200mila. Il sisma e le numerose repliche hanno causato anche il ferimento di 250mila persone e 1,5 milioni di senzatetto. Nella capitale sono stati allestiti 250 centri di soccorso per distribuire viveri e medicinali. I sopravvissuti vivono ammassati in bidonville improvvisate a due passi dal palazzo nazionale, parzialmente distrutto, simbolo di un potere decapitato dalla catastrofe. La priorità è ormai quella di evitare una catastrofe sanitaria: la carenza di acqua potabile e di servizi sanitari aumenta fortemente il rischio di epidemie. Bill Clinton oggi sarà in visita ad Haiti per incontrare il presidente Rene Preval e coordinare gli interventi nel paese devastato dal sisma. Lo ha reso noto la fondazione dell'ex presidente, che è inviato speciale dell'Onu per Haiti e ora ha ricevuto, insieme a George Bush, l'incarico da Barack Obama di coordinare la campagna di raccolta di fondi per la ricostruzione.

«Oggi abbiamo amputato dieci bambini. Due hanno avuto una doppia mutilazione. Il più piccolo ha solo due anni e mezzo»: è il testo del messaggio sms inviato nella notte dal medico anestesista Thomas Pellis, dell'ospedale di Pordenone, ad un giornalista della sede Rai di Trieste in cui descrive la situazione dei soccorsi ad Haiti. «Il flusso di malati - aggiunge - è incessante, ma stiamo facendo passi avanti nei soccorsi. Abbiamo allestito una seconda sala operatoria dove si lavora 18 ore al giorno. » Pellis racconta anche che «sta bene la donna incinta, amputata a una gamba per la quale si temeva il peggio: dagli esami, anche il bimbo è in discrete condizioni ». Il medico ha rilanciato l'appello alle donazioni. «Qui manca tutto: per la generosità degli italiani fate riferimento alla fondazione "Francesca Rava" e al sito www.nphitalia.org ».

Il governo di Haiti ha proclamato lo stato di emergenza fino alla fine di gennaio e un periodo di lutto nazionale di un mese in seguito al terremoto di martedì scorso che ha provocato decine di migliaia di morti.

È atterrato ieri a Ciampino (alle 11.50) il Falcon 900 dell'Aeronautica militare con a bordo 13 italiani rimpatriati da Haiti, dopo uno scalo a Guadalupe. Sulla pista c'erano i loro parenti ad aspettarli. A bordo del velivolo sono saliti per primi il colonnello Danilo Morando, comandante del 31° stormo, e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Tra i superstiti c'è un'intera famiglia: Cristina Iamperi, funzionaria dell'Onu, il figlio di dieci mesi, il marito e l'anziano padre della donna. Dietro di loro, i primi a uscire, c'è Matteo Menin, volontario delle Nazioni Unite, sopravvissuto al crollo dell'hotel Christofer e tornato in Italia per curarsi. Alessandro ha solo due anni, e sua madre, Fiammetta Cappellini, non ha voluto lasciare Haiti perché lavora all'Avsi. La nonna lo stringe appena mette piede a terra. Dal Falcon è sceso anche Francesco Nocera ,87 anni, da 60 ad Haiti, commerciante che ha perso tutto quello che aveva ad Haiti.  

Molti di loro hanno intenzione di tornare sull'isola il prima possibile. «La scena è apocalittica, indescrivibile - ha detto Michela Macchiavello di Genova, volontaria di un'organizzazione che lavora con l'Onu, con lei il marito haitiano e il loro bambino di due anni - Siamo felici di essere qui, ma presto ripartiremo, per dare una mano». Gli italiani dispersi ad Haiti sono ora una decina, mentre i connazionali rintracciati sono 190, ad affermarlo la Farnesina.

 

Francesco Colussi

 
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