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Il terremoto che ha messo in ginocchio la regione abruzzese ha colpito duramente circa 26 centri abitati. Tra i 10 e i 15 mila edifici sono parzialmente o totalmente crollati. Molti hanno spiegato di essersi salvati all'ultimo secondo. Hanno abbandonato le case poco prima dei crolli, quando ancora la terra tremava. Tra le molte testimonianze quella di una residente del capoluogo abruzzese.
Lucia di Cicco di 27 anni che ha spiegato: "Ci sono state diverse scosse per tutta la serata e una, molto forte, verso le 22.30. Poi, all'improvviso, abbiamo sentito come un boato. Io e i miei amici siamo riusciti a fuggire per le scale, semi soffocati dalla polvere. Ho guardato davanti a me e la palazzina di fronte non esisteva più". Davide De Angelis, 64 anni, è alla ricerca disperata del fratello: "Stanotte siamo usciti da casa con mia moglie ma mentre venivano qui sono sprofondato in una voragine piena di fango profonda almeno 5 metri. Qualcuno mi ha calato una corda e sono riuscito ad arrampicarmi fuori. Sono qui a vedere la casa di mio fratello".
Molti gli studenti universitari ancora sotto le macerie. Lungo via XX Settembre, quella dello studentato, i ragazzi scampati alla morte si riuniscono per capire chi è rimasto sotto le macerie. Si cercano gli amici e i compagni di stanza.
Deve la vita al suo cellulare uno studente di 20 anni che sotto le macerie è riuscito a rispondere alla sorella che lo chiamava disperatamente. Il ragazzo, studente universitario, ha risposto e si è fatto localizzare dai vigili del fuoco che lo hanno estratto vivo.
Vittorio Perfetto, giornalista de "Il Centro" residente a L'Aquila ha confermato il clima spettrale della cittadina: "Nella notte in tutta fretta siamo usciti, crollava tutto. Era tutto pieno di macerie, un' atmosfera inquietante. Per le strade si sentono voci, urla, lamenti".
Una famiglia scampata alla frana della propria abitazione, ha raccontato: "E' stata una cosa drammatica. Abbiamo sentito le due scosse che ci hanno svegliato, non ricordo neanche gli orari, poi abbiamo saputo che una era di magnitudo 3.9 e eravamo tranquilli. Alle 4 di questa mattina invece siamo stati svegliati da una scossa fortissima, crollava tutto, venivano giù intonaci, mobili, veniva giù di tutto. Eravamo tutti e quattro (io, mia moglie e i nostri due figli) a letto, mio figlio non riusciva a uscire dalla sua stanza perché si era deformata la porta. Siamo scesi dalle scale con tutta la roba che ci crollava addosso. Mio figlio di 15 anni e mia figlia di 24, stavano nelle loro camerette. Le scale fuori erano bloccate da un mobile che si era messo di traverso. Siamo scappati di corsa, scalzi, coi piedi feriti. Quando siamo arrivati al piano di sotto era già tutto pieno di macerie. E' stato un miracolo. Quando siamo arrivati in strada c'è stata un'altra scossa fortissima, abbiamo rischiato di prenderci la roba che ci cadeva addosso dai tetti: intonaco, mattoni, di tutto. Siamo riusciti a fare 50, 60 metri di strada, miracolosamente".
Alessio Aversa
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