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La Costituzione è invecchiata? Napolitano:"Teniamocela stretta" PDF Stampa E-mail
Friday 13 February 2009

"In Italia per fortuna abbiamo una Costituzione, teniamocela stretta". Risponde così il Presidente della Repubblica ad un gruppo di studenti delle elementari, che in visita al nuovo "Spazio Europa" a Roma, gli chiedevano perché l'Unione non si fosse ancora dotata di un proprio testo costituzionale. Una battuta spontanea quella di Napolitano, che in altri momenti sarebbe probabilmente scivolata via inosservata. Ma che assume un peso specifico nel quadro dello scontro istituzionale innescato dalla vicenda di Eluana Englaro.

Dopo giorni di silenzio, il Colle è così tornato a far pesare pubblicamente il proprio ruolo di garanzia costituzionale. Dallo scorso 6 febbraio - quando Napolitano rifiutò di firmare il decreto per bloccare la sentenza che autorizzava la morte di Eluana - nel paese si è acceso un ampio dibattito sulla Costituzione.
"Una riforma è necessaria. - ha più volte ribadito il premier - Perché è una legge fatta molti anni fa sotto l'influsso della fine di una dittatura e con la presenza di forze ideologizzate che hanno guardato alla costituzione russa come un modello". Nonostante il premier abbia più volte smentito la lettura del conflitto tra istituzioni, i rapporti con il Quirinale sono comunque rimasti freddi. E una certa tensione continua a respirarsi anche nel Popolo della Libertà. Dopo il presidente della Camera Gianfranco Fini, nei giorni scorsi anche il leader della Lega Umberto Bossi  si è schierato a difesa del Capo dello Stato. Ma il presidente del Consiglio non è indietreggiato di un passo rispetto a quella che considera una prerogativa esclusiva del governo:  "la piena responsabilità di giudizio sulla necessità e sull'urgenza di un provvedimento di legge".
Una posizione che, insieme agli annunci di riforma, ha mobilitato l'opposizione democratica, sorretta in questo caso da ampi strati della società civile italiana. L'appello più autorevole è partito da centosei professori di diritto costituzionale, che si dicono proccupati dalla possibilità di "un ulteriore ampliamento dei poteri del governo in materia di decretazione d'urgenza". Oltre 96 mila cittadini hanno raccolto l'appello "rompiamo il silenzio" lanciato dall'associazione Libertà e Giustizia; altre 10mila firme sono state raccolte dal quotidiano l'Unità "Per Napolitano, per la Costituzione, per l'Italia". In piazza Santi Apostoli, il Pd ha organizzato una manifestazione-evento con una lezione tenuta da Oscar Luigi Scalfaro.
"Con rispetto mi rivolgo al presidente del Consiglio - ha detto l'ex presidente della Repubblica - noi siamo preoccupati, non ci faccia temere per la libertà e la democrazia". Si cambino pure alcune parti del testo dunque, ma sempre tenendo presente che questo strumento è "nato per unire e non per dividere". Davanti ai big del partito e ai tremila presenti, Scalfaro ha infatti ricordato che "la Carta è stata scritta dai rappresentanti di tre grandi partiti di popolo: i democristiani, i socialisti e i comunisti. Dire che è nata dalla cultura sovietica è frutto di ignoranza".

Ilaria Costantini

 

 
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