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Il Bar Euclide chiude i battenti. Lo storico locale nella zona Parioli, aperto nel 1950 e frequentato dalla "Roma bene", in particolare dalla destra capitolina negli anni caldi della contestazione, è stato sfrattato per morosità. Ieri l´ufficiale giudiziario ha eseguito lo sfratto della società Mobi srl che aveva in affitto il bar.
L'operazione, per la quale è stato necessario un gran dispiego di forze, è stata coordinata dal primo dirigente della polizia Vincenzo Spinosi, del commissariato Salario-Parioli con la collaborazione del vicequestore aggiunto Loredana Del Tosto e di 30 poliziotti e 30 carabinieri. La Mobi srl aveva uno debito di 680 mila euro con la Immobiliare piazza Euclide il cui amministratore unico è Azzurra Caltagirone.
"La sentenza di sfratto è stata emessa a maggio 2008 - ha detto Vincenzo Spinosi - la Mobi srl ha impugnato sia la notificazione che la sentenza, ma lal loro richiesta è stata respinta. L´ufficio è quindi andato avanti con la procedura di sfratto". Le forze dell'ordine sono arrivate in piazza Euclide all´alba, quando il personale, composto da circa 50 dipendenti, e i clienti non erano ancora arrivati. "C'erano tanti militari all'interno del bar, neanche ci fossero i terroristi - ha commentato Giuliano Giurgale, amministratore della Moby srl - invece si trattava solo di una causa di sfratto per rescissione del contratto. Tutto è successo a causa di un raddoppio del canone al terzo anno, l´affitto era già di 32 mila euro mensili. Noi non abbiamo voluto pagare la differenza senza trattare, ma i proprietari, di tutta risposta, ci hanno sbattuto in faccia una superfattura di 120 mila euro, che era la differenza da saldare. A quel punto abbiamo chiesto di rimandare il termine di pagamento ma anche qui hanno rifiutato. Siccome nel contratto c´era scritto che se mancava un pagamento si poteva effettuare la rescissione del contratto, che era di sei anni più sei, hanno chiesto e ottenuto in due mesi lo sfratto per morosità". I 50 dipendenti che lavoravano tra caffetteria, pasticceria, ristorante, wine bar e anche sala da tea, ora sono in aspettativa. Infatti il locale, a due piani, aveva bisogno di molto personale. Ora quello che ci interessa - ha concluso Giurgale - è la sorte degli impiegati del Bar Euclide, famiglie che hanno il mutuo o i figli da crescere e che ora si sono ritrovati senza un posto di lavoro. Cercheremo di aprire un altro locale per riassorbirli».
Maurizio Biuso
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