Erano tantissimi (150mila secondo gli organizzatori, quindicimila secondo la questura) a manifestare sabato scorso per le strade di Roma contro gli attacchi israeliani a Gaza. Uomini, donne e tanti bambini da piazza Vittorio sono arrivati fino a Porta San Paolo, passando per Santa Maria Maggiore, Via Cavour, Via San Gregorio e Circo Massimo.
Bandiere palestinesi e bandiere
israeliane sulle quali erano stampate svastiche, kefiah, cartelloni con
foto di bambini innocenti morti sotto le macerie, bambole insanguinate
e avvolte nelle garze a ricordare le piccole vittime della guerra;
queste le “armi” usate durante la protesta del tutto pacifica che ha
avuto come protagonisti associazioni culturali, rappresentanti delle
comunità arabe di Roma, centri sociali, e gruppi della sinistra
radicale.
E tante scarpe, diventate ormai il simbolo della protesta antiamericana, sono state sventolate in aria in segno di solidarietà nei confronti di Montazer Al Zaidi, il giornalista iracheno che lo scorso dicembre durante una conferenza stampa a Baghdad tirò le sue contro il Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush. Per tutta la durata del corteo i manifestanti hanno urlato slogan arabi e occidentali che inneggiavano ad una Palestina libera. Non sono mancati striscioni di solidarietà nei confronti del giornalista Michele Santoro,
Al corteo hanno preso parte anche il leader dei Comunisti Italiani, Oliviero Diliberto, il Segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero e Piero Bernocchi, Segretario dei Cobas.
Arrivati davanti al Colosseo circa 50 musulmani si sono inginocchiati in direzione della Mecca per la Quarta Preghiera del Giorno (la Preghiera del Tramonto), guidata da Abu Omar, ex imam della Moschea di Via Cavour. Poi un minuto di silenzio davanti alla sede della Fao (Food and Agriculture Organization) in Viale Aventino.
Anche gli studenti della Sapienza e di Roma Tre si sono riuniti per la Palestina. “L’Onda scende di nuovo in Piazza per chiedere al Governo e all’Ue di intervenire per fermare immediatamente il massacro di Gaza che ha già fatto troppe vittime”, ha commentato un giovane architetto.
Nelle stesse ore per le strade del Ghetto di Roma, presidiato dalle forze dell’ordine, circa trecento persone hanno manifestato contro le rivendicazioni dei giorni scorsi ai danni della Comunità Ebraica nella capitale. Bandiere Israeliane sono state appese sui muri di Via Portico d’Ottavia, insieme agli striscioni sempre rivolti a Michele Santoro, ma questa volta con parole di disprezzo come “Santoro servo di Hamas”.
“La nostra manifestazione è in palese contraddizione con quella pro Palestina. - ha spiegato Angelo Sermoneta, responsabile del Circolo Culturale “Quarantotto” - Siamo indignati; è vero che ci sono stati tanti morti, ma bisogna capire perché. Vogliamo ribadire il nostro attaccamento alla democrazia”.
Anche nel resto d’Italia si sono tenuti diversi cortei e sit-in.
“Fermiamo il massacro del popolo palestinese”, è apparso sugli striscioni appesi nelle piazze di Pordenone, Trieste e Udine. Ad Assisi hanno aderito alla manifestazione più di mille associazioni, amministrazioni locali e forze politiche. Presente in strada anche Massimo D’Alema.
Martina Albertazzi
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