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Omicidio volontario per chi uccide guidando ubriaco o "fatto" |
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Thursday 27 November 2008 |
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Mettersi alla guida ubriachi o sotto
effetto di droghe da oggi sarà considerato dalle legge
italiana un consapevole comportamento di sprezzo per la vita altrui.
È di ieri infatti una sentenza che si può definire
senza dubbio storica. Il caso in questione è quello
riguardante l'incidente avvenuto la sera del 22 maggio scorso a Roma,
nel quale hanno perso la vita una coppia di giovani fidanzati (22 e
23 anni). A falciare il motorino su cui viaggiavano è stata
l'auto di grossa cilindrata guidata da Stefano Lucidi, 35 anni,
tossicodipendente. L'uomo era in stato di grave alterazione e non
aveva rispettato lo stop a un semaforo rosso all'incrocio tra Via
Nomentana e Viale Margherita. Dopo il micidiale impatto con il
motorino l'uomo era fuggito. Molte polemiche erano state espresse
nei giorni seguenti la tragedia, circa l'inadeguatezza delle
sanzioni per fatti di una tale gravità.
Ieri a Roma il giudice Marina Finiti ha
condannato il
responsabile dell'incidente a 10
anni di carcere per omicidio volontario
con dolo eventuale, avvalorando la tesi dell'ASAPS - e non solo -
in base alla quale chi si pone al volante in stato confusionale o di
alterata percezione addebitabile all'uso di sostanze stupefacenti
e/o alcolici, adotta un comportamento irresponsabile e sprezzante
della vita altrui. In altre parole l'uso di droghe ed alcol non è
più stato considerato come attenuante nella valutazione del
comportamento bensì come un'aggravante.
"Finalmente - spiega Giordano Biserni, presidente dell'Asaps -
passa il concetto che considera un investimento mortale causato da
condizioni alterate da alcol o sostanze non solo come una disgrazia
dovuta a superficialità e quindi riconducibile alla colpa.
Oggi l'omicidio stradale legato ad alcol e droga, quindi ad un
comportamento veramente grave e sprezzante per la vita degli altri,
scivola finalmente verso la severa china della volontarietà.
Rendiamo omaggio al coraggio della magistratura e del GUP di Roma per
aver dimostrato la forte capacità di interpretare i fatti
sotto l'ottica di una strenua difesa del bene più prezioso:
la vita". Il
segnale è stato lanciato, non più semplice omicidio
colposo per gli assassini della strada.
Francesco Colussi
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